
Parole e dialoghi a Oderzo sulla sociologia dell’illustre docente trevigiano
Giuseppe Toniolo “incontra” il liceo delle scienze umane allo “Scarpa”
Il professor Giuliano Ros: “I suoi insegnamenti sono risorsa preziosa per l’oggi”
Dopo la positiva esperienza al debutto nello scorso anno scolastico, l’opera e l’attualità del grande sociologo ed economista cattolico Giuseppe Toniolo sono state al centro di una mattinata di lezioni per quattro classi quarte e due classi quinte del liceo delle scienze umane dell’Istituto “Antonio Scarpa” di Motta di Livenza e Oderzo, diretto dalla professoressa Maria Cristina Taddeo.
Per un totale di 110 alunni coinvolti insieme a nove insegnanti e accompagnatori, l’intervento presso il teatro “Turroni” di Oderzo è stato tenuto dal dottor Marco Zabotti, direttore scientifico e vice presidente dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, cultore del beato trevigiano, componente del comitato nazionale per la sua canonizzazione e autori di volumi e pubblicazioni sull’insigne docente trevigiano.
Proprio “La sociologia di Giuseppe Toniolo”, nato a Treviso nel 1845 e morto a Pisa nel 1918, è stata al centro della relazione del direttore scientifico IBT, che all’inizio del suo intervento ha ricordato i momenti essenziali della vita del Toniolo, la sua visione culturale e le sue produzioni scientifiche incentrate sul primato dell’etica in economia sin dalla sua prima lezione per la libera docenza in economia politica tenuta all’Università di Padova il 5 dicembre 1873.
“Toniolo fu importante al suo tempo per la sua sintesi originale di pensiero – azione, distinta e distante dalle culture dominanti della sua epoca – ha affermato – e per il suo ruolo di consulente per la prima enciclica sociale della Chiesa, la “Rerum Novarum” di Leone XIII, del 1891. E in lui risaltano i temi innovativi della cooperazione e della partecipazione all’impresa, e le grandi questioni legate ai corpi intermedi, alla democrazia sociale, al bene comune. E proprio in questa stagione drammatica a livello internazionale, vale la pena evidenziare la forte preoccupazione per la pace che Toniolo ebbe al tempo della Grande Guerra, con la proposta di un Istituto cattolico di diritto internazionale per la pace che egli formulò a papa Benedetto XV”. Tutto questo è ben condensato nel programma sociale della Democrazia Cristiana che Giuseppe Toniolo scrisse nel 1899, con i dodici punti del “Noi vogliamo” letti e commentati da Zabotti ai giovani studenti.
Ma perché Toniolo è molto attuale nel nostro tempo? Alla domanda così ha risposto il vice presidente del “Beato Toniolo: “Perché egli è stato pensatore lungimirante e protagonista del cambiamento, ha avuto una visione partecipativa, solidale e moderna dell’economia e della società, perché è stato alfiere di democrazia e di bene comune nel segno della giustizia e dei diritti – doveri, ha avuto amore per la cultura e per i giovani, è stato uomo di libertà e per la pace universale”.
Gli allievi dello “Scarpa” hanno dimostrato viva attenzione e grande interesse per le tematiche tonioliane – comprese l’attività dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi e l’undicesima edizione 2026 del Premio Giuseppe Toniolo, dedicato quest’anno proprio al tema della pace – e hanno avuto modo di porre domande e riflessioni che sono state riprese successivamente in classe.
“Sono molto grato al dottor Zabotti per la sua disponibilità e la sua lezione magistrale, molto apprezzata dai nostri allievi – ha affermato il professor Giuliano Ros, promotore e organizzatore materiale dell’evento – perché ci ha confermato come gli insegnamenti sociologici del Toniolo rappresentino ancora e sempre una risorsa preziosa per l’oggi. E sono particolarmente riconoscente alla responsabile del Dipartimento delle Scienze Umane, professoressa Anita Cinot, per avere voluto inserire a inizio anno questa attività come parte strutturale del programma di Sociologia per il triennio del Liceo delle Scienze Umane”.

Fonte foto: Istituto Antonio Scarpa